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Homepage > Storia floricoltura in Versilia
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La prima coltivazione di garofani in Versilia si può far risalire al 1906, ma alla fine della prima guerra mondiale i floricoltori a Viareggio sono ancora solo tre, diventando nove nel 1925 con una superficie coltivata di circa 9 ha, e venti nel 1930 ma ancora su una superficie di soli 10 ha. La specie più coltivata è il garofano affiancato dalla rosa, dalla gypsofilia, dal crisantemo e dalle prime bulbose. Nel 1930, come conseguenza dell'aumentato volume della produzione viene istituito il mercato all'ingrosso dei fiori che aveva luogo nella piazza antistante la Stazione ferroviaria.

All'epoca il fiore era una coltura tipicamente estiva, in quanto i prodotti trovavano smercio durante la stagione balneare, ed i coltivatori destinavano alla coltivazione dei fiori aree marginali del podere. Ciò nonostante la floricoltura andò sempre di più estendendosi ed affermandosi tanto che nel 1936 i floricoltori erano trenta e si avevano una trentina di ettari investiti a fiori. In questo periodo nasce l'Associazione Floricoltori della Versilia per l'organizzazione della categoria, per il miglioramento tecnico economico del settore e per la promozione dei prodotti. Con l'inizio del conflitto bellico nel 1940 la floricoltura decade rapidamente a favore delle necessarie coltivazioni tradizionali, e nel 1944 risulta completamente abbandonata. Dopo il 1945 la ripresa è rapidissima, e già nel 1947ad opera dei vecchi floricoltori si trovano in coltivazione garofani, gladioli, dalie, lilium, rose, gypsofila, ester, gerbera ed altre. Inizia l'opera degli ibridatori locali. Nel 1950 si hanno 116 floricoltori e circa 64 ha. Nel 1955 i floricoltori sono diventati 210 con 122 ha coltivati. Nel 1956 viene inaugurato il Mercato dei Fiori.

In questo periodo cominciano ad essere utilizzati il film di polietilene e la superficie coperta con serre, ed appaiono i primi bruciatori a GPL, per poter coltivare più specie di fiori anche in inverno. Dal primo censimento della floricoltura versiliese, effettuato nel novembre-dicembre 1961, risultano 311 aziende floricole con una superficie totale di 418 ha e 751 addetti equamente divisi tra i due sessi. La coltivazione più importante è quella del garofano, di cui circa il 20% è invernale. Nel 1964 ha luogo la "1a Mostra nazionale del fiore reciso, piante ornamentali e giardinaggio", che riscuote un enorme successo di carattere nazionale. In questo periodo si hanno però le prime avvisaglie di crisi latente, la vicinanza col mercato di Pescia determina quotazioni inferiori a quelle che si sarebbero potute realizzare in condizioni di domanda "normale". In seguito ad una crisi verificatasi nel 1966, alcuni floricoltori si unirono per costruire la cooperativa Flor-Export, con lo scopo principale di commercializzare direttamente la produzione dei soci. Nel 1969 l'Unione Floricoltori della Versilia viene sciolta ed ha vita l'Unione Provinciale Floricoltori - Società Cooperativa a r.l., che diviene l'organismo associativo di base di tutti i floricoltori della Provincia di Lucca, con funzioni organizzative, promozionali e di servizio. Nello stesso anno si dà avvio alla costruzione di 15 ha di serre razionali da realizzarsi con i benefici messi a disposizione della C.E.E. e dallo Stato Italiano con lo strumento dei piani F.E.O.G.A.
 
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